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07 maggio 2021

Andamento gestionale al 31 marzo 2021

Quantità vendute in aumento del 3,0% nel settore cemento e stabili nel settore calcestruzzo preconfezionato (+0,8%)

In buona evidenza l’Italia, grazie anche ad un facile confronto con l’anno precedente, gli Stati Uniti, nonostante le temperature gelide di febbraio, e la Russia, che conferma la solidità della domanda già emersa a fine 2020

Meno favorevole l’andamento degli altri paesi in Europa Orientale, soprattutto Polonia, e della Germania, condizionata dal clima sfavorevole

Ricavi netti consolidati del primo trimestre pari a 682,6 milioni di euro (nel 2020: 688,5 milioni)

 

Dati Consolidati   Gen-Mar 2021 Gen-Mar 2020 % 21/20
Vendite di cemento  t/000 6.185 6.003 3,0%
Vendite di calcestruzzo m3/000 2.542 2.521 0,8%
Ricavi netti €/m 682,6 688,5 -0,8%
    Mar 2021 Dic 2020 Var.
Indebitamento netto €/m 230,7 241,6 (10,9)

    

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi Unicem SpA si è riunito in data odierna per esaminare sinteticamente l’andamento economico nei primi tre mesi dell’esercizio 2021 e la posizione finanziaria netta a fine trimestre.

Nei primi tre mesi dell’esercizio in corso, i volumi di vendita realizzati dal gruppo sono risultati superiori al livello raggiunto nel 2020. La gestione è stata positiva in Italia, grazie al rafforzamento della domanda interna ed al favorevole confronto con lo stesso periodo dell’esercizio precedente, caratterizzato dal blocco delle attività produttive a partire dalla seconda metà del mese di marzo. In Russia e Stati Uniti d’America le consegne del trimestre hanno chiaramente superato il livello dell’anno precedente. Per contro, in Germania ed Europa Orientale, Polonia in particolare, anche a causa di un febbraio particolarmente rigido, le vendite di cemento sono diminuite rispetto allo stesso periodo dell’esercizio posto a confronto. 

Grazie al forte sostegno delle politiche monetarie e fiscali, nonché alla prosecuzione delle campagne di vaccinazione, seppure con progressi difformi da paese a paese, l’attività economica globale ha confermato l’andamento espansivo anche nel primo trimestre del 2021. Le prospettive di medio termine sono migliorate notevolmente: secondo le più recenti stime, infatti, il prodotto globale è previsto crescere di circa il 6% nel 2021, recuperando quanto perso a causa della pandemia entro la fine dell’anno. La ripresa dell’attività economica è stata evidente nel comparto manifatturiero in tutte le economie avanzate, mentre nel settore dei servizi le prospettive di crescita rimangono deboli, penalizzate da un nuovo peggioramento del quadro epidemiologico che, dopo l’allentamento di inizio anno, ha portato al ritorno delle restrizioni alla mobilità personale e ad alcune attività economiche in febbraio e marzo.  
Negli Stati Uniti d’America, grazie ai progressi nella campagna vaccinale e al contributo dell’American Rescue Plan, il pacchetto di stimolo fiscale di circa 1.900 miliardi di dollari per il prossimo decennio recentemente approvato dal Congresso, le prospettive sull’andamento dell’attività economica sono migliorate e proiettano uno sviluppo del prodotto per il 2021 pari al 6,4%. 
In Europa, il primo trimestre è stato caratterizzato da una nuova ondata di contagi che ha penalizzato particolarmente il settore dei servizi, mentre il comparto manifatturiero ha confermato la dinamica espansiva già osservata nella seconda metà del 2020. Le prospettive di crescita per il 2021 rimangono comunque incoraggianti e incorporano l’impatto positivo dei fondi allocati agli Stati membri tramite il programma Next Generation EU, del valore di 750 miliardi di euro, anch’esso recentemente approvato dal Parlamento europeo. 
In Italia, il rallentamento della congiuntura nel quarto trimestre del 2020, seppur meno negativo rispetto alle previsioni, è stato seguito da uno stabile sviluppo del prodotto nei primi tre mesi dell’anno in corso, sostenuto da un generale rafforzamento del comparto industriale, accompagnato, tuttavia, dalla perdurante debolezza del settore terziario. Secondo le più recenti stime, il PIL nel 2021 dovrebbe espandersi ad un tasso superiore al 4%, grazie ad un ulteriore rafforzamento della manifattura e al miglioramento delle prospettive per i servizi.
Per quanto riguarda le economie emergenti, in Russia, nel 2021, l’attività economica è prevista in recupero, mentre in Messico e Brasile la ripresa sembra essere ancora incompleta, anche a causa di un quadro epidemiologico poco stabile. 
Nelle economie avanzate le aspettative sui tassi di interesse sono pressoché invariate dopo che Federal Reserve e BCE hanno confermato l’orientamento espansivo delle rispettive politiche monetarie. 

Le vendite di cemento e clinker del gruppo, nei primi tre mesi del 2021, si sono attestate a 6,2 milioni di tonnellate, in aumento del 3,0% rispetto al precedente esercizio. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno chiuso a quota 2,5 milioni di metri cubi, in aumento di 0,8%. L’effetto prezzi in valuta locale è risultato positivo in pressoché tutti i mercati di presenza. 
Buzzi Unicem ha registrato ricavi pari a 682,6 milioni, con una diminuzione di 0,8% rispetto a 688,5 milioni nel 2020. L’effetto dovuto alle variazioni dei tassi di cambio è stato  sfavorevole per 37,2 milioni. A parità di perimetro e cambi costanti, il fatturato sarebbe aumentato del 4,5%.

La tabella seguente illustra la ripartizione del fatturato per mercati di presenza.

milioni di euro Gen-Mar 2021 Gen-Mar 2020 Var. assoluta
Italia 138,5 114,7 23,8
Stati Uniti d'America 261,3 273,7 (12,4)
Germania 147,2 149,3 (2,1)
Lussemburgo e Paesi Bassi 43,7 41,2 2,5
Rep. Ceca e Slovacchia 28,0 30,5 (2,5)
Polonia 17,6 24,8 (7,2)
Ucraina 16,3 22,1 (5,8)
Russia 37,6 40,3 (2,7)
Elisioni (7,6) (8,1) 0,5
  682,6 688,5 (5,9)

 

L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2021 ammonta a 230,7 milioni, in riduzione di 10,9 milioni rispetto a fine dicembre 2020. Sul dato hanno inciso investimenti industriali per complessivi 46,2 milioni (83,1 milioni il corrispondente valore nel 2020).

Italia
Le nostre vendite di leganti idraulici e clinker, dopo un mese di febbraio rallentato dalle condizioni meteo, hanno mostrato un robusto recupero in marzo. Il rafforzamento della domanda è trainato dalla dinamica positiva del comparto recupero abitativo e dei lavori pubblici. Il trimestre ha chiuso con un netto progresso rispetto allo stesso periodo del 2020, che tuttavia aveva risentito del blocco dell’attività produttiva. I prezzi di vendita si sono confermati in aumento. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha registrato un recupero ancora più marcato, con prezzi anch’essi in miglioramento. Il fatturato è passato da 114,7 a 138,5 milioni (+20,7%).

Europa Centrale
In Germania, i nostri volumi di vendita, particolarmente penalizzati dalle avverse condizioni meteo di gennaio e febbraio, hanno mostrato uno sviluppo positivo nel corso del mese di marzo e hanno chiuso il trimestre in leggero arretramento rispetto all’esercizio precedente, con prezzi di vendita, invece, in progresso. Tali dinamiche si sono riflesse anche sul settore del calcestruzzo preconfezionato, che ha chiuso il trimestre con volumi leggermente inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma ha ugualmente conseguito un miglioramento dei prezzi. Il fatturato totale è diminuito del 1,4%, attestandosi a 147,2 milioni (149,3 milioni nel 2020). 

In Lussemburgo e Paesi Bassi, le nostre consegne di cemento, comprese le esportazioni, dopo aver mostrato una certa debolezza a causa delle condizioni meteo non ottimali, hanno fatto registrare un marcato rimbalzo in marzo, facilitato dal confronto con un marzo 2020 influenzato dalla fermata dell’attività produttiva. Nel complesso del trimestre, i volumi di vendita di cemento sono risultati in avanzamento, con prezzi di vendita in lieve incremento. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha mostrato una leggera contrazione dei volumi, con prezzi, tuttavia, in miglioramento. Il fatturato si è attestato a 43,7 milioni, in aumento del 6,3% rispetto al 2020 (41,2 milioni).

Europa Orientale
In Repubblica Ceca, i volumi di vendita si sono visibilmente contratti a gennaio e febbraio, a causa delle condizioni meteo avverse e di un nuovo aumento dei contagi. La ripresa rilevata nel mese di marzo è stata, tuttavia, parziale: nel complesso del trimestre, le quantità vendute si sono attestate al di sotto di quanto realizzato nel periodo precedente, con prezzi in valuta locale in miglioramento. L’andamento dei volumi di vendita nel settore calcestruzzo preconfezionato, Slovacchia compresa, ha mostrato uno sviluppo positivo, a prezzi stabili. Il fatturato, influenzato dal deprezzamento della corona ceca (-1,7%), si è attestato a 28,0 milioni, in flessione del 8,4% rispetto a quanto raggiunto nel 2020 (30,5 milioni). A parità di cambio il fatturato sarebbe diminuito del 7,0%.

In Polonia, i volumi di vendita del cemento, nel corso del primo trimestre, hanno mostrato una evidente flessione, causata sia condizioni climatiche avverse, sia dalla debolezza della domanda, mentre i prezzi di vendita, in valuta locale, si sono rafforzati. La produzione di calcestruzzo preconfezionato ha invece fatto registrare una certa stabilità, abbinata ad uno sviluppo favorevole dei prezzi. Il fatturato, penalizzato dalla svalutazione dello zloty polacco (-5,1%), è passato da 24,8 a 17,6 milioni di euro (-28,8%). A parità di cambio il fatturato sarebbe diminuito del 25,2%.

In Ucraina, la debolezza della domanda ed il prosieguo di un certo flusso di importazioni dalla Turchia hanno rallentato le nostre consegne di cemento, che hanno chiuso il trimestre in leggera flessione rispetto all’esercizio precedente, nonostante alcuni segnali di ripresa rilevati in marzo. La varianza dei prezzi di vendita in valuta locale è stata negativa, anch’essa influenzata dalle importazioni. La produzione di calcestruzzo preconfezionato ha manifestato una netta contrazione, con prezzi in arretramento. Il fatturato si è attestato a quota 16,3 milioni di euro, in diminuzione del 25,9% (22,1 milioni nel 2020). La traduzione del giro d’affari in euro è stata influenzata dall’evidente svalutazione della valuta locale (-21,7%); a parità di cambio il fatturato sarebbe diminuito del 9,8%.

In Russia, le quantità vendute di cemento hanno chiuso i primi tre mesi del 2021 in buon progresso, grazie al rafforzamento della domanda ed al programma di stimoli governativi volti a sostenere il settore delle costruzioni, con prezzi in valuta locale sostanzialmente stabili. La ripresa delle quotazioni del petrolio ha rilanciato la domanda di cementi speciali “oil-well”, i cui volumi di vendita sono tornati a crescere dopo il debole andamento mostrato nel corso del 2020. I ricavi netti si sono attestati a 37,6 milioni di euro, in contrazione del 6,6% rispetto ai 40,3 milioni realizzati nello stesso periodo del 2020. La significativa svalutazione del rublo (-21,5%) ha influenzato la traduzione dei risultati in euro; espresso in valuta locale il fatturato sarebbe aumentato del 13,5%.

Stati Uniti d’America
Le nostre vendite di cemento, dopo un buon avvio d’anno, hanno rallentato in febbraio a causa dell’ondata di freddo che ha colpito soprattutto lo stato del Texas, portando ad un blocco del settore costruzioni per diversi giorni. Il netto progresso registrato nel mese di marzo, favorito sia dalla ripresa dell’attività sia dalle buone condizioni climatiche, ha permesso di chiudere il primo trimestre in progresso rispetto al 2020. La produzione di calcestruzzo preconfezionato, presente principalmente in Texas, è stata maggiormente penalizzata dall’ondata di freddo in febbraio: il primo trimestre ha chiuso al di sotto dei livelli raggiunti lo scorso anno, nonostante il buon andamento rilevato nel mese di marzo. L’andamento dei prezzi medi di vendita, espressi in valuta locale, ha mostrato una leggera crescita nel cemento mentre nel calcestruzzo preconfezionato sono rimasti stabili. Il fatturato complessivo si è attestato a 261,3 milioni di euro, in diminuzione del 4,5% rispetto ai 273,7 milioni realizzati nello stesso periodo del 2020. Il chiaro deprezzamento del dollaro (-9,3%) ha influenzato la traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato del 4,3%.

Messico (valutazione al patrimonio netto)
La stabilizzazione del quadro epidemiologico avvenuta nel corso del mese di marzo, preceduta dall’incremento dei contagi in avvio d’anno, ha comunque permesso un allentamento delle restrizioni e delle misure di distanziamento sociale, dando priorità alla ripresa economica del Paese, favorita anche da un incremento, seppur modesto, della spesa pubblica. Tuttavia, il ritmo di sviluppo del PIL per il 2021, stimato pari al 5,0%, non sembra essere sufficiente per pareggiare i livelli antecedenti la pandemia entro l’anno. Dopo l’andamento brillante registrato nel corso del quarto trimestre del 2020, le vendite di cemento della nostra collegata hanno continuato ad espandersi nei primi tre mesi dell’anno in corso, con prezzi in valuta locale in leggero incremento. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato sono, invece, rimaste sui livelli del 2020, mostrando una variazione di prezzo favorevole. Con riferimento al 100% della collegata, i ricavi netti hanno raggiunto i 160,7 milioni di euro, in miglioramento del 8,8% rispetto a 147,7 milioni realizzati nel 2020. L’ulteriore svalutazione del peso messicano (-11,0%), ha inciso negativamente sulla conversione in euro. A parità di cambio, il fatturato sarebbe aumentato del 20,8%.

Brasile (valutazione al patrimonio netto)
Nonostante l’introduzione di nuove misure restrittive in alcune aree del Paese, resesi necessarie per il peggioramento del quadro epidemiologico unito ad una campagna di vaccinazione ridotta, i volumi di vendita della joint venture hanno mostrato un deciso progresso. La solidità della domanda ha tratto beneficio dagli sviluppi positivi del comparto residenziale e dal confronto favorevole con lo stesso periodo del 2020, penalizzato da condizioni metereologiche avverse e dallo scoppio della pandemia. I prezzi di vendita, in valuta locale, sono risultati anch’essi in miglioramento. Il fatturato in euro del primo trimestre, riferito al 100% della collegata, è aumentato del 37,4%, passando da 28,8 milioni nel 2020, a 39,6 milioni nel periodo in esame. Peraltro, il continuo deprezzamento del real brasiliano (-34,2%) ha influito negativamente sulla traduzione in euro (-13,5 milioni). A parità di cambio, il fatturato sarebbe aumentato del 84,4%.

Evoluzione prevedibile della gestione
Considerando il clima delle regioni in cui Buzzi Unicem opera, il primo trimestre rappresenta un periodo tipicamente volatile e poco significativo rispetto ai risultati dell’intero esercizio.  L’andamento operativo del periodo appena trascorso, sebbene agevolato dal confronto con i mesi del 2020 in cui la pandemia iniziava a manifestare i suoi effetti, è risultato più favorevole rispetto alle attese.
Per determinare con maggiore sicurezza le aspettative per l’esercizio in corso, consideriamo comunque preferibile attendere i risultati del primo semestre, quando l’effetto dovuto alla stagionalità sarà meno evidente e la definizione del quadro epidemiologico più chiara, anche grazie al progresso delle campagne di vaccinazione. Al momento, quindi, riteniamo opportuno confermare l’evoluzione prevista con l’approvazione del bilancio 2020, ovvero una diminuzione del margine operativo lordo ricorrente rispetto agli ottimi risultati ottenuti nell’esercizio 2020. I segnali che provengono dall’evoluzione della domanda, soprattutto in Italia e Stati Uniti d’America, sono incoraggianti ma desta preoccupazione il quadro di inflazione settoriale che riguarda molti fattori di costo (in particolare combustibili, energia, diritti di emissione CO2) così come la debolezza delle valute funzionali, dollaro e rublo in particolare. 

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Indicatori alternativi di performance
Buzzi Unicem utilizza nell’informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili.
In conformità alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e gli orientamenti ESMA/2015/1415 comunichiamo di seguito la definizione dell’indicatore utilizzato nella presente informativa.

Indebitamento netto: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine; rientrano in tali voci tutte le passività o attività fruttifere d’interesse e quelle ad esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati ed i ratei.


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Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato, previo parere favorevole del Comitato parti correlate, le modifiche alla procedura per le operazioni con le parti correlate, anche in adeguamento ai recenti aggiornamenti regolamentari emanati da Consob. La procedura avrà effetto a far tempo dal 1° luglio 2021 e sarà resa disponibile sul sito internet della società.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisa Bressan, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

 

Contatti societari:
Segreteria Investor Relations
Ileana Colla
Tel. +39 0142 416 404
Email: icolla@buzziunicem.it